MURO DIVISORIO DI CONFINE.

MURO DIVISORIO DI CONFINE.

E’ il caso molto comune come se ne vedono spesso nei nostri quartieri periferici cittadini, un fabbricato a monte e l’altro a valle, confinanti, costruiti su terreni posti originariamente allo stesso livello del piano di campagna, a monte il condominio con giardini privati e condominiali posti all’originario livello stradale, a valle il condominio con una rampa che da accesso al cortile posto ad una quota inferiore e realizzato a seguito di uno sbancamento del terreno.

Il muro di confine tra i due fabbricati può essere considerato un muro di cinta ?

Chi deve partecipare alle spese di mantenimento o di rifacimento del muro?

A chi serve il muro ?

Chiariamo alcuni concetti consolidati per la cassazione:

1) I muri di sostegno o di fabbrica sono delle vere e proprie costruzioni, non muri di cinta:

Il muro di sostegno di un terrapieno, in quanto costituente vera e propria costruzione ai fini delle distanze legali, deve considerarsi come muro di fabbrica e non come muro di cinta che, a norma dell’art. 878 c.c., è quello destinato alla protezione e delimitazione del fondo con altezza non superiore a tre metri e con le due facce isolate.

La presunzione legale di comunione del muro ai sensi dell’art. 880 c.c. non può essere fatta valere quindi nel caso di un muro di sostegno tra due fondi che non siano tra loro peraltro omogenei.

Per quanto concerne i fondi a dislivello inoltre, si può parlare di muri di cinta solo nel caso di terrapieni di origine naturale, e non anche di terrapieni realizzati dall’opera dell’uomo.

2) In caso di dislivelli del terreno non naturali il muro non è considerato muro di cinta:

I requisiti essenziali del muro di cinta, che a norma dell’art. 878 c.c. non va considerato nel computo delle distanze legali, sono costituiti dall’isolamento delle facce, l’altezza non superiore a tre metri, la sua destinazione alla demarcazione della linea di confine e alla separazione e chiusura della proprietà; mentre quando non si è in presenza di un dislivello naturale, ma si tratta di un dislivello di origine artificiale deve essere considerato costruzione in senso tecnico – giuridico il muro che assolve in modo permanente e definitivo anche alla funzione di contenimento di un terrapieno creato dall’opera dell’uomo.

3) A chi ha creato il dislivello spettano le spese di manutenzione:

La fattispecie prevista dall’art. 887 c.c. ( a norma del quale nei fondi a dislivello negli abitati il proprietario del fondo superiore deve sopportare per intero le spese di costruzione e di manutenzione del muro di sostegno dalle fondamenta fino all’altezza del proprio suolo), presuppone che il dislivello tra due fondi sia di origine naturale.

Se il dislivello invece è stato causato dal proprietario del fondo inferiore, l’obbligo della costruzione e della manutenzione del muro di sostegno incombe su quest’ultimo, che risponde anche ex art. 2053 c.c. dei danni cagionati della sua rovina.

La prova della costruzione del muro tra fondi posti a dislivello negli abitati per iniziativa ed interesse esclusivo del proprietario del fondo a valle può essere data con ogni mezzo, ed il relativo convincimento può essere raggiunto dal giudice anche attraverso presunzioni semplici. In tali ipotesi non si tratta di muro comune ma di manufatto realizzato dal proprietario del fondo inferiore per il sua esclusiva utilità e vantaggio.

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