LA REVOCA ANTE TEMPUS DELL’AMMINISTRATORE.

LA REVOCA ANTE TEMPUS DELL’AMMINISTRATORE.

L’incarico di amministratore di condominio è un incarico di tipo oneroso con rappresentanza, ed il contratto stipulato con il professionista con l’assemblea condominiale è inquadrato nelle norme del Codice Civile che regolano i contratti di mandato.

La durata dell’incarico è stata modificata dalla nuova riforma del condominio L. 220/2012, che ha riformulato l’art. 1129 c.c. come segue:  “L’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per uguale durata”.

Quindi, cosa succede se l’assemblea sovrana decide di revocare l’amministratore appena iniziata una nuova gestione amministrativa quando è stata fatta una nuova nomina, oppure quando si è “ope legis” rinnovato automaticamente l’incarico, o quando è stato perfezionato un nuovo mandato (contratto) con l’amministratore attuale ad esempio con una variazione ed un aumento del suo compenso..!?!?

Ebbene, c’è una norma sui contratti di mandato del Codice Civile  che regola la fattispecie, è  l’articolo 1725 secondo cui: ”La revoca del mandato oneroso, conferito per un tempo determinato o per un determinato affare, obbliga il mandante a risarcire i danni, se è fatta prima della scadenza del termine o del compimento dell’affare, salvo che ricorra una giusta causa”.

L’assemblea è libera quindi di revocare in qualunque momento il mandato dell’amministratore purché esista una giusta causa, stabilita dal Giudice, ossia dei gravi motivi di mancato rispetto dei suoi doveri. Se così non fosse, il licenziamento “ante tempus” del professionista porterebbe al riconoscimento di un indennizzo e/o al risarcimento del danno.

Lo ha stabilito definitivamente la Corte di Cassazione con una sentenza a Sezioni Unite del 2004, quindi non più confutabile, nella quale si legge che “trattandosi di mandato che si presume oneroso, se la revoca interviene prima della scadenza dell’incarico, l’amministratore avrà il diritto alla tutela risarcitoria, esclusa solo in presenza di una giusta causa a fondamento della revoca (art. 1725, comma 1, c.c.)”.

(Cassazione Civile – Sezioni Unite n. 20957 del 29/10/2004).

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